Viva la Pop!

30/12/2008

Dj Earworm ha mixato, per un mashup di fine anno, le Top 25 Hits del 2008 secondo il Billboard Magazine.

Ma quel è il senso dei mashup? Secondo ricordi bastardi ogni epoca ha la musica che si merita e la pratica del mashup (o bastard pop) rivela lo stato della musica pop contemporanea: la produzione culturale di stampo industriale, e quindi standardizzata, intercetta le pratiche di produzione “alternative”, orizzontali, basate sul prelievo e il plagio.
La pratica del mashup annulla la figura dell’autore inteso come soggetto superiore mosso dal sacro fuoco dell’arte e lo trasforma in un “riduttore di complessità” che aggrega, raccoglie, filtra, rimescola.

Ecco allora che la figura paramusicale del bastard popper anziché cercare dimensioni e nicchie non (ancora) mercificate, si sovraidentifica con la logica dominante spingendo alle estreme conseguenze la standardizzazione dei prodotti culturali e la sostanziale equivalenza tra musica mainstream ed alternativa.
Il più ortodosso conformismo viene apertamente dichiarato attraverso la citazione letterale dei prodotti industrial-musicali: solo in questo modo può essere smascherata l’alienante ripetitività della musica odierna. La più banale materia sonora viene dunque intenzionalmente lasciata intatta, senza essere sottoposta ad alcun procedimento nel quale si possa esprimere la narcisistica soggettività del musicista.

Ecco che allora l’ascolto – e la visione – di mashup musicali comporta un forte spaesamento dovuto alla ricombinazione del già noto.
In un panorama caratterizzato dalla sovrabbondanza informativa e produttiva, i mashup rispondono alla scarsità di attenzione attraverso un approccio ecologico: la musica diventa un database dal quale attingere per creare oggetti derivati spiazzanti, ma in grado di imporsi come fanno i contenuti originali.

Il mash up è il doppio maligno della canzone pop che usa le stesse arma per sovvertire tale processo. Questo dirottamento mnemonico nel quadro della cosiddetta “economia dell’attenzione” si configura di fatto come un furto, come uno slittamento subliminale dal dominio del commerciale delle major discografiche verso il dominio non commerciale o paracommerciale dei bootleg, delle reti peer to peer e della pirateria.

Aggiungerei ultimo aspetto significativo dei mashup: il loro carattere ludico che li rende profondamente vitali e spassosi.

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