Liquid film

08/01/2009

Christy Dena è una dottoranada presso la School of Letters, Art and Media, dell’University of Sydney, e si occupa di comunicazione cross-mediale, un termine molto à la page per definire quelle campagne promozionali e quegli oggetti mediali che possono essere fruiti su diversi canali e piattaforme comunicative. Detto così suona un po’ vago…
Nella relazione che Dena ha presentato durante Power to the Pixel svoltosi a Londra nell’ottobre scorso, la studiosa ha fatto il punto sulle posibilità offerte da un approccio cross-mediale applicato ai prodotti cinematografici.
Se i trenta minuti del suo intervento vi sembrano troppi, ecco un breve riassunto delle questioni salienti.

Creazione cross-mediale: produrre oggetti cross-mediali significa aumentare le possibilità di accesso all’universo finzionale di un film. Il sito Internet, i fumetti, i videogame e tutti gli oggetti derivati deveno funzionare come entry point, ma allo stesso tempo seguire una linea narrativa specifica per fornire la possibilità di approfondire le avventure del franchise su altri mezzi di comunicazione.

Distribuzione cross-mediale: la distribuzione transmediale si propone di rendere gli oggetti accessibili su diverse piattaforme e soddisfare le esigenze specifiche degli utenti. C’è chi preferisce godersi un film al cinema, chi invece sceglie il DVD per personalizzare la visione, oppure chi ha un lungo viaggio in treno da fare opta per una copia del film finalizzata per l’iPod. Il pubblico è segmentato ed è bene raggiungerlo con prodotti differenti.

Promozione cross-mediale: promuovere un film con un approccio di questo tipo significa affiancare ai canonici mezzi di promozione strumenti che permettano di intercettare le pratiche di utenti più esigenti e renderli partecipi e attivi. Ne sono un esempio gli Alternate Reality Game,

Effetti e conseguenze:
:: Si abbandona la logica dell’adattamento a favore di un approccio sequenziale e reticolare: ogni piattaforma, ogni contenuto rimanda a altri contenuti che approfondiscono un aspetto delle vicende.
:: In questa prospettiva il film è ancora un film? Quando parliamo di un film non possiamo più riferici sono alla pellicola o al DVD, ma all’insieme degli oggetti, delle piattaforme e delle pratiche che hanno creato l’universo del film.
:: I confini tra il film e le campagne promozionali si fanno sempre più labili per cui diventa impossibile stabilire dove inizia una cosa e dove finisce l’altra, definire cosa sia intrattenimento e cosa promozione.

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