There’s No Business Like Nollywood Business

25/06/2009

Ho già parlato, in gran velocità, del modello produttivo di Nollywood, l’industria cinematografica nigeriana che sfornando circa 2000 film all’anno (45 a settimana) è diventata il secondo paese al mondo per quantità di film prodotti all’anno.

Il video di oggi arriva da Ted Conference, uno dei più prestigiosi momenti di riflessione sull’innnovazione – Ideas worth spreading è la mission del progetto, e raccoglie le impressioni di Franco Sacchi circa il suo incontro con le strepitose vicende produttive di Nollywood.

Vodpod videos no longer available.

Sacchi, infatti, è il regista di This is Nollywood documentario del 2007, dedicato alla fiorente industria cinematografica nigeriana .

Ecco le caratteristiche principali di Nollywood

:: il costo medio di una produzione è molto basso: 10.000 dollari per film;
:: le riprese durano da una settimana a dieci giorni;
:: i film hanno una forte valenza pedagogica: per i produttori è importante che ogni prodoto, a prescindere dal genere e dalla storia, abbia un messaggio positivo da proporre;
:: la qualità dei prodotti è molto bassa, ma questo non è il punto. La cosa più interessante è che l’industria cinematografica crea lavoro e produce film molto prossimi alle esigenze e alle problematiche africane proponendo un punto di vista nuovo sulle realtà africane;
:: dalle parole dei produttori sembra emergere un senso di rivincita nei confronti delle produzioni straniere (americane in particolare): un elemento importante per Nollywood è la possibilità di appropriarsi di generi e forme di intrattenimento straniere e personalizzare secondo le aspettative locali. Il cinema diventa uno strumento di costruizione identitaria;
:: il mercato di Nollywood si è espanso in modo sorprendente grazie all’introduzione delle tecnologie digitali che hanno permesso l’abbattimento dei costi e dei tempi produttivi e il passaggio al direct-to-vodeo;
:: i film sono distribuiti principalmente su supporto VCD e possono essere acquistati direttamente nei mercati a un prezzo, pare, molto contenuto;
::si contano 57.000.000 di lettori VHS (le prime produzioni nigeriane iniziarono proprio grazie al VHS) in grado di leggere anche il formato VCD.

Al di là dello spirito un po’ “terzomondista” di Franco Sacchi, il suo racconto rende bene l’idea di un settore produttivo in grande fermento che ha saputo utilizzare al meglio le tecnologie digitali per creare un modello produttivo consono alle dinamiche locali.
Lo spunto più interessante offerto dal contributo di Sacchi arriva proprio sul finale della presentazione: la possibilità di trovare i film negli stessi mercati dove si acquistano banane, acqua e altri beni di prima necessità è indicativo del fatto che “storytelling is a commodity”.

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