Vedere il © #1

28/07/2010


Johanna Blakley durante un TEDx ci spiega come funziona e come è applicato il copyright nel campo della moda: in sostanza è ignorato da tutti. Meglio: nel settore del fashion esistono potenti forme di protezioni per i trade mark, mentre il copyright sui singoli capi o le singole collezioni è piuttosto debole. Perchè?

• La prima spiegazione la fornisce Tom Ford [time: 28:27 ma anche il resto della discussione è di un certo livello, soprattutto quando Tom Ford fa il verso a Miuccia Prada]

Nei fatti, il consumatore di merci contraffatte non acquista prodotti di alta moda: la forma più estrema di copyright, all’interno del sistema della moda, è costituita dalle differenze sociali e di gusto che organizzano gerarchie e dinamiche di consumo.

• La seconda motivazione è magistralmente riassunta nella formidabile lezione di umiliazione di Miranda Priestly

Vodpod videos no longer available.

L’industria della moda e tutto l’indotto della moda si basano sull’atto di copiare, riprende e costruire su qualcosa di già visto attuando una dinamica di sfruttamento progressivo dell’idea che porta al suo esaurimento.

• La terza motivazione risiede in quella che Johanna definisce l’ecologia della creatività: copiare permette di creare dei trend (Miranda ha sempre ragione). I trend non arrivano necessariamente dall’alto, ma spesso sono il frutto del lavoro di remix dal basso: l’ispirazione arriva sempre dalla strada, si suol dire… Inoltre, le dinamiche di plagio portano alla creazione di oggetti e capi sempre più sofisticati nella ricerca dei materiali, nelle forme e nei processi produttivi: i processi di copiatura stimolano l’innovazione nel campo della moda; i designer si impegnano nella definizione di linee sempre più personali e sempre più complesse da riprodurre con sistemi low budget.

Queste le virtù del plagio secondo Johanna Blakley (ma va detto che è in buona compagnia).

• Democratization of fashion
• Faster establishment of global trends
• Induced obsolescence
• Acceleration in creative innovation

Altre industrie rifuggono il copyright: il design delle automobili così come quello del mobilio; l’industria alimentare non può mettere sotto copyright il design e le ricette dei cibi, i tatuatori ignorano il copyright e la lista potrebbe continuare.

Ma sono settori economicamente rilevanti rispetto a quelli in cui la legislazione su copyright e diritto d’autore è più rigida?

Gross sales & copyright protection

I settori in considerazione non sono immediatamente equiparabili, ma la tesi di base è: il copyright non c’è, eppure il settore prospera ugualmente!

Quindi perchè non fanno lo stesso le industrie culturali: cinema, editoria, musica perchè non si spostano verso una prospettiva di revisione della normativa sul copyright e sul diritto d’autore?

La risposta nei prossimi episodi…

Una Risposta to “Vedere il © #1”


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