Posts Tagged ‘distribuzione’

Come costruire un mostro a quattro occhi

12/05/2009

Four Eyed Monster è un film a sfondo autobiografico di Susan Buice e Arin Crumley e racconta il travaglio della loro storia d’amore.

Il film è stato realizzato nel 2005 e ha ufficialmente debuttato nello stesso anno al Slamdance Film Fastival, il contraltare “really indipendent” del Sundance.

Questo è il video della storia di come un piccolo film può conquistarsi un pubblico inaspettato grazie al Web.

Qui la stessa storia, in breve. Per chi non avesse voglia di vedersi i video, ecco la cronaca di come sono andate le cose (più o meno).

Dopo il debutto al Slamdance, Susan e Arin raccoglievano incoraggianti apprezzamenti da pubblico e critica. Durante le presentazioni del film, i due continuavano a video-documentare il loro successo, i loro rapporti interpersonali e l’immancabile frustrazione per la mancata distribuzione del film.

Nello stesso anno la Apple annunciava l’uscita del nuovo modello di iPod in grado di leggere anche file video.

I due filmaker colsero l’occasione per lanciare subito un video podcast con il quale raccontare il loro progetto, la tourné per i festival di tutta America e la solita delusione per l’assenza di un distributore interessato al film.

Gli otto episodi del podcast ottennero un successo inaspettato che fece crescere in modo esponenziale i fan di Four Eyed Monster e la voglia di vedere il film.

Nel frattempo continuava anche la ricerca di sale cinematografiche dove programmare il film: attraverso Google Map, Susan e Arin crearono una love map con la quale riuscirono a convincere diversi esercenti a proiettare il loro film solo grazie alle numerose aspettative dei fan registrate su una mappa virtuale. Il film venne proiettato per quattro giovedì consecutivi ottenendo un totale di 1691 spettatori.

Nel 2007 il film venne distribuito gratuitamente su YouTube per una settimana, ma il successo fu tale che la programmazione venne prolungata di un circa mese.

Grazie al prezioso lavoro di passa porola costruito sul Web, finalmente i due filmaker ottennero un accordo con Spout per la distribuzione on line del film: un dollaro per ogni sign up. E con questo contratto riuscirono a ripagare parte (40,000 $) delle spese sostenute (100,000 $) per la produzione e la promozione del film.

Contemporaneamente, iniziava anche la distribuzione della versione in DVD su diverse piattaforme tra cui Neoflix e B-side.

Ecco la trama del film e la ricezione critica.

La storia distributiva di Four Eyed Monster è molto più articolata e complessa di quanto raccontato qui: per saperne di più, sul sito dedicato al film, i due filmaker hanno racolto i podcast, i video delle conferenze dove hanno presentato il loro “mostro” e tutti i trucchi e i suggerimenti per passare dal podcast alla sala cinematografica senza dimenticare il merchandising.

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Techno brega

15/04/2009

Belem, nord del Brasile. Qui la scena musicale del Techno Brega si anima ogni week-end con le sonorità di remix brasileri.

Il Techno Brega è innanzitutto un modello di business emergente per il mondo musicale; un modello che ignora completamente la questione del copyright. Perchè in Brazile la musica non vive nei CD, ma nei party che animano i fine settimana delle periferie di Belem.

The Tecno Brega music is “born free” in the sense that copyright protection is not a part of the business model developed by its creators. The CDs sold are utilized as marketing material– advertisements for the highly popular weekly “sound system” parties. The Tecno Brega CDs are sold by local street vendors as per arrangements with the local recording studios. At a mere US$1.50, the CDs are highly affordable by the local population, thus providing greater access to the music at a grassroots level.

I concerti vengono promossi tramite i CD muiscali venduti ai bordi delle strade da “pirati”, cioè veri e propri rivenditori che ottengono una copia del disco dai produttori dei Dj di Techno Brega.

Gli unici a fare soldi con la vendita dei CD sono i venditori. I CD sono solo uno strumento promozionale. La vendita lungo le strade a prezzi stracciati fa parte di questo sistema. La pirateria diventa uno strumento di marketing. Perchè il core business per gli artisti e i produttori non è legato al numero di copie vendute, ma ai party che riescono ad attirare l’attenzione di migliaia di persone.

In search of… independence

09/04/2009

InSearchOf is an intense, mind blowing, drama about the choices that people make in critical points in their life based on their sexual history.

Zeke Zelker sceneggiatore, regista e produttore di InSerachOf svela su New Breed alcuni segreti per fare andare alla grande un film indipendente come il suo.

Ecco i suggerimenti di Zelker:

Inizia presto: cerca nella sceneggiatura elementi narrativi per creare product placement e trova sponsor per il lancio del film.

Costruisci relazioni sul web ma anche fuori: con la stampa, con i ristoratori dove organizzerai il party per l’opening day, con i golleghi. Partecipa agli eventi di altre persone e ruba le idee vincenti.

Cerca un posto dove proiettare il film: può essere un cinema ma anche un’altra struttura adeguata a una proiezione e alla gestione dei biglietti d’ingresso.

Pianifica tutto: la vendita dei biglietti e la distribuzione di ommaggi, la campagna promozionale sulla stampa e sulle emittenti televisive e radiofoniche, e gli scambi promozionali con i partner.

Crea l’evento: fai in modo che la proiezione del film sia un evento atteso dal tuo pubblico.

Sii creativo: immagina tutti gli elementi visivi relativi alla distribuzione e promozione del film (merchandising, poster, DVD, t-shirt) e crea qualcosa di originale che conferisca al tuo film un senso di unicità.

Pubblicità. Trova spazi pubblicitari: uno slideshow prima della proiezione o inserzioni nella locandina del film.

I risultati sono questi:

By putting these types of plans to work we have generated over $20,000 in total revenue for one screening and netted over $10,000. We expensed all of our merchandise in the beginning, we’re still making revenue on these original purchases. Here’s how the numbers work out: Revenue: Ticket Sales $15,965 (713 @ $10, 161 @ $35, 32 @ $100), Merchandise $2,170, FilmBill $2,725 = $20,860. Expenses: Theater Rental $2500, Equipment Rental $570, Advertising $2,260, Food $1120, Printing $860, Merchandise $3,140 (1000 DVDs, 120 t-shirts, 1000 posters)= $10,450

Vediamoci al drive-in

08/04/2009

I tipi di MobMov si sono reinventati il drive-in. Sembrava roba vecchia di cinquanta anni e invece rinasce grazie alle tecnologie di proiezione low cost e a un buon passaparola.

Come funziona:

1. Ci si iscrive alla mailing list di MobMov che ci informa sulle proiezioni più vicine a casa nostra;
2. Si prende la macchina e, al giorno e all’ora indicati, si raggiunge il luogo di ritrovo;
3. Arrivati a destinazione si accende la radio su una frequenza assegnata e ci si gode il film proiettato sulle pareti di un vecchio magazzino o di una casa abbandonata.

A portare pubblico, tecnologie e pubblicità ci pensa MobMov, un’agenzia di marketing che organizza per produzioni indipendenti “true drive-in experience” attraverso l’offerta di:

* Strategic Planning / Concept Development
* Sponsorship Development
* Pre-promotions / Street Marketing
* Professional Equipment / Latest Technology
* Film / Content Acquisition
* Logistics Planning / Event Activation
* After-action Evaluation

Ed ecco alcuni buoni motivi per regalare ai propri spettatori un vera proiezione da drive-in:

* Your film will be shown for free in communities across the world — no more $16 movie tickets!
* It’s more a community experience than either the cineplex or online distribution alternatives
* We promote and distribute your film at no cost to you
* You can make money by attaching trailers to your films
* We stand against the stifling world of film distribution, opening doors for independent filmmakers and creative, ground-breaking films

Liquid film

08/01/2009

[blip.tv ?posts_id=1417129&dest=-1]

Christy Dena è una dottoranada presso la School of Letters, Art and Media, dell’University of Sydney, e si occupa di comunicazione cross-mediale, un termine molto à la page per definire quelle campagne promozionali e quegli oggetti mediali che possono essere fruiti su diversi canali e piattaforme comunicative. Detto così suona un po’ vago…
Nella relazione che Dena ha presentato durante Power to the Pixel svoltosi a Londra nell’ottobre scorso, la studiosa ha fatto il punto sulle posibilità offerte da un approccio cross-mediale applicato ai prodotti cinematografici.
Se i trenta minuti del suo intervento vi sembrano troppi, ecco un breve riassunto delle questioni salienti.

Creazione cross-mediale: produrre oggetti cross-mediali significa aumentare le possibilità di accesso all’universo finzionale di un film. Il sito Internet, i fumetti, i videogame e tutti gli oggetti derivati deveno funzionare come entry point, ma allo stesso tempo seguire una linea narrativa specifica per fornire la possibilità di approfondire le avventure del franchise su altri mezzi di comunicazione.

Distribuzione cross-mediale: la distribuzione transmediale si propone di rendere gli oggetti accessibili su diverse piattaforme e soddisfare le esigenze specifiche degli utenti. C’è chi preferisce godersi un film al cinema, chi invece sceglie il DVD per personalizzare la visione, oppure chi ha un lungo viaggio in treno da fare opta per una copia del film finalizzata per l’iPod. Il pubblico è segmentato ed è bene raggiungerlo con prodotti differenti.

Promozione cross-mediale: promuovere un film con un approccio di questo tipo significa affiancare ai canonici mezzi di promozione strumenti che permettano di intercettare le pratiche di utenti più esigenti e renderli partecipi e attivi. Ne sono un esempio gli Alternate Reality Game,

Effetti e conseguenze:
:: Si abbandona la logica dell’adattamento a favore di un approccio sequenziale e reticolare: ogni piattaforma, ogni contenuto rimanda a altri contenuti che approfondiscono un aspetto delle vicende.
:: In questa prospettiva il film è ancora un film? Quando parliamo di un film non possiamo più riferici sono alla pellicola o al DVD, ma all’insieme degli oggetti, delle piattaforme e delle pratiche che hanno creato l’universo del film.
:: I confini tra il film e le campagne promozionali si fanno sempre più labili per cui diventa impossibile stabilire dove inizia una cosa e dove finisce l’altra, definire cosa sia intrattenimento e cosa promozione.

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