Posts Tagged ‘produzione’

Fallo con i fan

07/07/2009

Where indipendent Happens è la tag line di IndieGoGo la piattaforma Web che mette a disposizione dei viedeomaker tutti gli strumenti per la raccolta fondi e la promozione di un film attraverso la rete.

Il progetto di Slava Rubin, Danae Ringelmann e Eric Schell si propone di mettere al centro delle dinamiche produttive e realizzative il rapporto tra videomaker e spettatore finale. In un panorama caratterizzato dalla moltiplicazione delle possibilità di accesso al Web, il rapporto tra spettatore e prodotto audiovisivo cambia radicalmente e i tipi di IndieGoGo lo hanno capito perfettamente proponendo un servizio che permette di creare un rapporto costante, paritario e monetizzabile tra videomaker e spettatore.

Ogni regista può aprire un account sulla piattaforma e utilizzare gli strumenti integrati e orientati alle dinamiche 2.0 per comunicare e diffondere il proprio progetto cinematografico sui social network più adatti alla raccolta dei finanziamenti. Infatti, l’idea alla base della piattaforma è la produzione è la nuova promozione. Ogni videomaker darà inizio alla fase promozionale del progetto già con il lavoro di preproduzione chiedendo ai propri contatti di supportare il film attraverso le donazioni in denaro. IndieGoGo, in cambio del servizio, tratterrà il 9% di ogni donazione.

In questo video Slava Rubin spiega nel dettaglio le caratteristiche e le potenzialità di IndieGoGo.

Vodpod videos no longer available.

Queste le slide utilizzate durante la relazione.

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La proposta delle produzioni partecipate dal basso non è certo nuova. Qui è possibile trovare alcuni esempi di progetti simili; nella lista manca, però, l’italianissima malastrada.film.

La peculiarità di IndieGoGo sta nella capacità di far fruttare le relazioni costruite attraverso i social network; relazioni che devono essere coltivate quotidianamente all’insegna della trasparenza se si vuole che questi contatti diventino finanziatori.
Inoltre, è interessante la proposta di una modalità di produzione audiovisiva innovativa e partecipata, completamente slegata dalle dinamiche di produzione consolidate e che si distanzia dalle logiche assistenzialiste che forgiano l’idea di prodotto culturale (idea tipicamente italiana, non certo americana).
Infine, IndieGoGo conferisce valore e potere al consumatore finale che ha la possibilità di diventare un produttore. Ciò evidenzia le potenzialità economiche del fandom, delle audience attive e di tutto l’indotto che questi utenti riescono a generare.

Resta da capire se IndieGoGo riuscirà nell’impresa di far “succedere l’indipendenza”.
Ecco alcuni dati sparsi e non omogenei relativi ai risultati ottenuti dal progetto:

Two films that have used IndieGoGo as a promotional tool will be screened at Sundance next week. Another film that has used IndieGoGo, Tapestries of Hope, has raised more than $20,000 through the site. In total, 1000 projects from more than 50 countries are using the site.

More than $80,000 have been raised through IndieGoGo, Slava Rubin the company’s chief of strategy and marketing, told The Industry Standard.

“Some projects are getting more than 50% of their funding from people that they don’t really know,” Rubin said. “It’s surprising, the connections that are made.”

(The Industry Standard)

film funding site has collected $100,000 so far from its members to support the production of independent films.

I asked the obvious question: how many films have been made — and released — so far with IndieGoGo support?

Here’s what he said via e-mail (I added links, and the $ raised):

Tapestries of Hope‘ has gotten $22,500 but still [has yet] to finish – almost there.
Gemini Rising‘ is a webisode series released and they got nominated for a Webby (about $1,800)
The Lilliput‘ is in production ($10,000)
Shelter in Place‘ is in final stages ($7,500)

(CinemaTech)

Sembra ancora presto per capire se il prototipo di IndieGoGo avrà successo, sicuramente ci sono i segnali per considerare seriamente la pratica del DIWO (Do It With Other, evoluzione della logica del DIY – Do It Yourself) come possibile alternativa produttiva e promozionale.

In search of… independence

09/04/2009

InSearchOf is an intense, mind blowing, drama about the choices that people make in critical points in their life based on their sexual history.

Zeke Zelker sceneggiatore, regista e produttore di InSerachOf svela su New Breed alcuni segreti per fare andare alla grande un film indipendente come il suo.

Ecco i suggerimenti di Zelker:

Inizia presto: cerca nella sceneggiatura elementi narrativi per creare product placement e trova sponsor per il lancio del film.

Costruisci relazioni sul web ma anche fuori: con la stampa, con i ristoratori dove organizzerai il party per l’opening day, con i golleghi. Partecipa agli eventi di altre persone e ruba le idee vincenti.

Cerca un posto dove proiettare il film: può essere un cinema ma anche un’altra struttura adeguata a una proiezione e alla gestione dei biglietti d’ingresso.

Pianifica tutto: la vendita dei biglietti e la distribuzione di ommaggi, la campagna promozionale sulla stampa e sulle emittenti televisive e radiofoniche, e gli scambi promozionali con i partner.

Crea l’evento: fai in modo che la proiezione del film sia un evento atteso dal tuo pubblico.

Sii creativo: immagina tutti gli elementi visivi relativi alla distribuzione e promozione del film (merchandising, poster, DVD, t-shirt) e crea qualcosa di originale che conferisca al tuo film un senso di unicità.

Pubblicità. Trova spazi pubblicitari: uno slideshow prima della proiezione o inserzioni nella locandina del film.

I risultati sono questi:

By putting these types of plans to work we have generated over $20,000 in total revenue for one screening and netted over $10,000. We expensed all of our merchandise in the beginning, we’re still making revenue on these original purchases. Here’s how the numbers work out: Revenue: Ticket Sales $15,965 (713 @ $10, 161 @ $35, 32 @ $100), Merchandise $2,170, FilmBill $2,725 = $20,860. Expenses: Theater Rental $2500, Equipment Rental $570, Advertising $2,260, Food $1120, Printing $860, Merchandise $3,140 (1000 DVDs, 120 t-shirts, 1000 posters)= $10,450

Liquid film

08/01/2009

[blip.tv ?posts_id=1417129&dest=-1]

Christy Dena è una dottoranada presso la School of Letters, Art and Media, dell’University of Sydney, e si occupa di comunicazione cross-mediale, un termine molto à la page per definire quelle campagne promozionali e quegli oggetti mediali che possono essere fruiti su diversi canali e piattaforme comunicative. Detto così suona un po’ vago…
Nella relazione che Dena ha presentato durante Power to the Pixel svoltosi a Londra nell’ottobre scorso, la studiosa ha fatto il punto sulle posibilità offerte da un approccio cross-mediale applicato ai prodotti cinematografici.
Se i trenta minuti del suo intervento vi sembrano troppi, ecco un breve riassunto delle questioni salienti.

Creazione cross-mediale: produrre oggetti cross-mediali significa aumentare le possibilità di accesso all’universo finzionale di un film. Il sito Internet, i fumetti, i videogame e tutti gli oggetti derivati deveno funzionare come entry point, ma allo stesso tempo seguire una linea narrativa specifica per fornire la possibilità di approfondire le avventure del franchise su altri mezzi di comunicazione.

Distribuzione cross-mediale: la distribuzione transmediale si propone di rendere gli oggetti accessibili su diverse piattaforme e soddisfare le esigenze specifiche degli utenti. C’è chi preferisce godersi un film al cinema, chi invece sceglie il DVD per personalizzare la visione, oppure chi ha un lungo viaggio in treno da fare opta per una copia del film finalizzata per l’iPod. Il pubblico è segmentato ed è bene raggiungerlo con prodotti differenti.

Promozione cross-mediale: promuovere un film con un approccio di questo tipo significa affiancare ai canonici mezzi di promozione strumenti che permettano di intercettare le pratiche di utenti più esigenti e renderli partecipi e attivi. Ne sono un esempio gli Alternate Reality Game,

Effetti e conseguenze:
:: Si abbandona la logica dell’adattamento a favore di un approccio sequenziale e reticolare: ogni piattaforma, ogni contenuto rimanda a altri contenuti che approfondiscono un aspetto delle vicende.
:: In questa prospettiva il film è ancora un film? Quando parliamo di un film non possiamo più riferici sono alla pellicola o al DVD, ma all’insieme degli oggetti, delle piattaforme e delle pratiche che hanno creato l’universo del film.
:: I confini tra il film e le campagne promozionali si fanno sempre più labili per cui diventa impossibile stabilire dove inizia una cosa e dove finisce l’altra, definire cosa sia intrattenimento e cosa promozione.

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