Posts Tagged ‘pubblicità’

Build on the past

26/03/2009

Creativity always builds on the past è un mashup promozionale per il movimento Creative Commons impegnato da tempo nella riformulazione del concetto di proprietà intellettuale.



Appropriation & Culture Jamming
, invece è un video di rc4rdo che si propone di illustrare le logiche del sabotaggio culturale.

La pratica del culture jamming consiste nella decostruzione dei testi e delle immagini dell’industria dei media attraverso la tecnica dello straniamento e del détournement, cioè lo spostamento di immagini e oggetti dalla loro collocazione abituale per inserirli in un diverso contesto semantico dove il loro significato risulti mutato, se non capovolto. Il risultato è in genere la trasmissione di un messaggio di critica radicale del sistema economico che avviene per mezzo dello stravolgimento del suo apparato ideologico-pubblicitario, nel tentativo di liberare l’individuo dal ruolo di ricevente passivo e indurlo a un consumo critico e consapevole del linguaggio dei media.

In entrambi i casi, lavorare su ciò che già esiste, sul nostro passato mediatico, è un passaggio fondamentale dal quale far nascere nuove forme di partecipazione

Product placement virale

22/01/2009

Uno dei principali problemi di YouTube, e della gran parte delle piattaforme di videosharing, è la profittabilità, cioè come rendere economicamente attraenti questi luoghi di aggreazione di video.

Ogni attività imprenditoriale per quanto innovativa, prima o poi è destinata a confrontarsi con il suo bilancio e la capacità di produrre profitto. Per questo motivo, alcuni analisti hanno iniziato ad interrogarsi sulla validità dei modelli economici adottati dalle nuove piattaforme gratuite online, come ad esempio YouTube.

La prima questione da affrontare è la gratuità: gli utenti di YouTube sarebbero disposti a pagare per ottenere i contenuti che fruiscono quotidianamente? Probabilmente no, e cambiare la mentalità e le abitudini degli utenti sembra un obbiettivo davvero complesso.

Unica via d’uscita sembrerebbe essere la pubblicità, ma anche in questo caso diventa complesso gestire le inserzioni quanto gli utenti possono manipolare i contenuti a loro piacimento saltando i pre-roll e andandosene prima che i post-roll siano passati.

Una risposta alla questione potrebbe essere il brand entertainment, cioè quei contenuti di intrattenimento prodotti direttamente da brand attivi in altri settori produttivi. Questa ipotesi apre le porte alle varie declinazioni dei video virali.
In fine, un’altra soluzione potrebbe essere il product placement.

La peculiarità della proposta di Tadcast sta nell’idea di sfruttare le dinamiche del product placement e le peculiarità dei social network: gli utenti, attraverso i contest organizzati, possono produrre video in cui collocano beni di consumo appartenenti ad un brand che aderisce all’iniziativa; i video vengono pubblicati sulle prinicipali piattaforme di videosharing e, infine, quello che totalizzerà il maggior numero di contatti sarrà premiato con un compenso di 5,000 $.

Riuscirà Tadcast a mettere d’accordo utenti e inserzionisti? Mancono pochi giorni al primo contest

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